Ci hanno visti insieme,
e il mondo ha smesso di parlare.
Sguardi intrecciati come stelle,
dita sfiorate come promesse antiche.
Il giorno dopo eravamo già mito,
tutti ammiravano la luce che insieme emanavamo.
Ma a noi bastava perderci negli occhi
e stringere il silenzio con dolcezza.
Poi un treno, senza preavviso,
un bacio promesso alla distanza.
Lei c’era, sorpresa e incredula,
e io già parte del suo respiro.
Dormimmo vicini,
senza che i corpi si fondessero,
ma con l’anima già nuda,
in un letto di intesa e meraviglia.
Non sapevamo nulla l’uno dell’altra,
eppure ci conoscevamo da sempre.
Lettere, limiti, desideri.
Ostriche, laghi, verità.
Le affrontammo insieme,
con la volontà di costruire,
nonostante tutto.
E poi, fu tempesta di corpi e fuoco,
notte senza tregua, amore senza fine.
Una danza sacra, infinita,
in cui due anime solitarie
scoprirono il piacere nella sua forma più pura.
Non fummo più due.
Eravamo “Noi”.
Fummo benedetti da madri, amici,
e da quelle anime invisibili
che riconoscono l’amore
prima ancora che accada.
Ora costruiamo.
Progetti, sogni, imprese.
E in ogni respiro,
la certezza che questo amore
non conosce tempo.